Cambiamenti ormonali e dismorfofobia

da | Dic 3, 2024 | Benessere Interiore, Cura di Sé, Diario

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Tempo di lettura: 9 minuti

Scrivo questo articolo un po’ come condivisione, un po’ come esercizio interiore. Non voglio assolutamente sostituirmi a un parere medico, ma voglio raccontarti cosa accade quando i cambiamenti ormonali si intrecciano alla dismorfofobia.

1.Cambiamenti ormonali: la mia storia

Tutto è iniziato il 13 ottobre, quando durante la visita la ginecologa mi ha trovato una ciste di natura funzionale all’ovaio destro di mm28 di diametro.

Nulla di preoccupante, usiamo l’anello vaginale per farla riassorbire.

Da una settimana ho iniziato la cura e da una settimana il mio corpo ha iniziato a portare in superficie continui sintomi:

  1. Montagne russe emotive
  2. Tristezza di fondo
  3. Necessità di Silenzio
  4. Pianti improvvisi
  5. Rabbia altrettanto improvvisa
  6. Gonfiore addominale
  7. Incubi
  8. Insonnia dalle 5:40 di ogni mattina
  9. Mal di testa
  10. Ansia
  11. Acne

2. Davanti al cambiamento, la dismorfofobia che dice?

La dismorfofobia, parolina conosciuta grazie al mio percorso di educazione alimentare, che mi accompagna da sempre, è stata nelle retrovie per una settimana, fino a quando non sono usciti degli sfogli acneici sul viso.

Lavorando continuamente su me stessa, i picchi di ansia e ipercontrollo sono riuscita ad abbracciarli e a tranquillizzarli, ma ora, se mi guardo allo specchio, quei bollicini intorno al naso e sulla guancia mi stanno facendo diventare matta.

Ecco cosa sta dicendo:

=

È tutto okay?

=

È tutto sotto controllo?

=

Ne sono usciti altri?

=

Dovrei metterci il correttore? La BB Cream?

=

Sono Brutta?

=

E se non sono professionale?

=

E se questa cosa mi farà ingrassare?

=

Dovrei smettere tutto?

=

Sono bellina, vero?

=

Vado bene?

=

Oggi forse non dovrei farmi vedere da nessuno.

=

Cacchio, guarda che casa piena di casino! Non vive così una donna di successo!

Se facessi parlare la dismorfofobia potrebbe continuare così all’infinito. Una singola imperfezione può sembrare enorme, può catalizzare tutta la mia attenzione e farmi pensare a lei ore e ore, cercando di trovare soluzioni per sembrare più perfetta.

Servirebbe a qualcosa? A stancarmi, quello sì.

Ci sono condizioni silenziose, stati d’animo nascosti dietro sorrisi e alzate di spalle, ma non vuol dire che non esistano.

Esistono eccome. E mangiano energie. Creano vuoti di insicurezze che alimentano altre insicurezze.
L’unica medicina umana capace, secondo me, di alleviare il dolore emotivo è la condivisione. Uscire allo scoperto, almeno personalmente, sta cercando di togliere il velo di vergogna che spesso mi fa sentire imperfetta.

Conoscere, fare informazione, raccontare, può fare la differenza, può creare un filo di scambio non giudicante tra anime, capace di far respirare e non far sentire sbagliatæ le persone.

3. Soluzioni di inchiostro e respiro

Come una bambina che ne se sta lì a guardarsi le ginocchia sbucciate dall’ennesima caduta in bici, cerco di parlare con quella parte impaurita dell’imperfezione e lo faccio senza giudizio, anch’io piena di lividi e insicurezze.

Sì, lo so che ti hanno detto di portare pazienza. E lo so che te lo senti ripetere da tutta la vita, ma non è colpa loro. E non è neanche colpa tua. Avevi trovato un equilibrio, la tua pelle l’amavi tanto, avevi iniziato a piacerti, a raccontarti con i vestiti e il poco trucco. Non è tutto sprecato.
Non lasciare che questo momento mandi tutto all’aria gli anni di vittorie conquistate.
Non sei una stupida e non sei incompetente se hai la pelle imperfetta.
Non succede nulla. Non sei meno brava di prima e neanche di una settimana fa.
Lo vedo che stai sorridendo sotto i baffi! (No, non sto parlando letteralmente) Lo sento che inizi a prenderti meno sul serio. Lo sento che inizi ad accettare che va bene così.
Respira, vai a guardarti meno allo specchio se ti fa stare meglio, ma non sei brutta, sei te stessa, sei giusta così come sei. Dai tempo a te stessa, al tuo corpo e alle tue emozioni.
E sopratutto, cerca dentro di te se il viaggio che hai intrapreso riesci a sostenerlo o se hai bisogno di altre soluzioni.

È sempre il momento giusto per metterti al centro della tua vita

Ho preparato per te due risorse gratuite in continuo aggiornamento che ti accompagneranno, insieme agli articoli del blog e ai percorsi, nel tuo viaggio interiore: ‹Write Evolution Library› e la newsletterMomenti di Poesia tra i Casini della Vita

4. Pratiche consigliate

Da persona con dismorfofobia, il dialogo e il respiro aiutano molto a tenere a bada gli stati ansiosi. Da professionista esperta in scrittura e sviluppo personale ti consiglio qualche esercizio che io stessa ho provato su di me e che mi fa piacere condividerti. (Ricorda però di camminare insieme al supporto di un medico).

A. Meditazione/Nel Respiro

Quando sento che le emozioni sono molte e le parole giudicanti a raffica, fermo tutto quello che sto facendo e faccio un enorme respiro.

Metti l’attenzione alla gabbia toracica che si espande, senti come l’aria entra dentro di te e ti sostiene, con la sua boccata d’aria. Respira dal naso e percepisci la freschezza.
Inspira fino a quando te la senti, non forzare.
Stai qualche secondo in contemplazione e rilascia tutta l’aria dalla bocca.
Lascia andare la tensione.
Ripeti due o tre volte, e ascolta le sensazioni.

Se ne hai bisogno ripeti dentro di te queste frasi:

  • Va tutto bene
  • Stai tranquillæ
  • Respira

B. Abbracciati/Sii dolce con te stessæ

Mentre le parole giudicanti fioccano come petardi, abbracciati. Rannicchiati tra le tue braccia e sentiti accolta e raccolta tra te e te stessæ.
Respira, rassicura la tua parte impaurita. Se ti fa piacere, ripeti le frasi sopra – va tutto bene, stai tranquillæ, respira. Stai così per tutto il tempo di cui hai bisogno.

C. Dialogo tra Luci e Ombre

L’esercizio che hai letto lungo tutto l’articolo puoi riportarlo nella tua vita, se è ciò che ti risuona. Immagina la scena: una parte Luce (propositiva) e una parte Ombra (giudicante) sono una accanto all’altra. L’Ombra vorrebbe continuare a giudicare, a buttar giù, a distruggere. Falla parlare, poi posale una mano sulla spalla e parlale con il cuore aperto.

  1. Di cosa ha bisogno?
  2. Quali rassicurazioni vorrebbe ricevere?
  3. Quali parole senti di donarle?

Tieni traccia dei tuoi dialoghi e delle emozioni, sul tuo quaderno e se vuoi, condividi con me le tue parole su info@writevolution.com o su Instagram.

Ricordati che non sei solæ e non sei sbagliatæ!
Ti mando un abbraccio, Sara