La verità, signori, sui sogni d’infanzia

da | 05.10.24 | Diario

Avevo un sogno da bambina: diventare una blogger. Non una scrittrice, una blogger.

Mi immaginavo camminare scalza nella mia casa in parquet, sedermi di fronte al tavolo rotondo del soggiorno e scrivere mentre sorseggiavo una tazza fumante di tisana. Sento ancora nelle orecchie il ticchettio della tastiera e quel  disarmante silenzio del cuore.

Ce l’ho ancora quel sogno e un po’ mi spaventa metterlo nero su bianco, perché ho timore che venga distrutto dalla vita o dalla poca fiducia in me.

Amo scrivere, amo come le parole arrivano da dentro per trovare dimora nella realtà, ma amo ancora di più che le mie parole possano essere un dono, una sincronicità, un regalo dell’universo per chi le legge. Lo so, è autoreferenziale e un po’ mi imbarazza, ma è la verità: vorrei che le mie parole fossero utili.

Io vorrei essere utile.

Ma mi sono persa: nei miei sogni, nei miei dubbi, nella mia realtà. Amo la mia vita, davvero, ma ci sono ancora molte cose da lasciar andare che a volte sembra impossibile smettere di lavorare su me stessa almeno un giorno alla settimana.

Che cosa potrei raccontare adesso che il mondo sta andando sempre più veloce?
Cosa potrei portare?
Ci sono video, podcast (li amo!), stories e post su Instagram…e poi ci sono io che mi piacerebbe tornare agli anni novanta e sentirmi una donna divertente, indipendente e cazzuta un po’ alla Veronica Mars.

Vorrei essere ribellione.
Sì, non vorrei più vergognarmi di essere strana, controcorrente e spesso senza filtri.

Mi piacerebbe avere un luogo dove parlare insieme di questioni come vita, emozioni, delusioni, aspettative, sogni e paure. Io le racconterei dalla mia prospettiva di trentacinquenne senza figli, amante di (true) crime, gatti e poesia, e voi dalla vostra.

Il blog l’ho sempre pensato come un punto di incontro tra anime, dove leggere storie, trovare domande o soluzioni su, per esempio, come cambiare la batteria della macchina (tratto assolutamente da una storia vera). Chiaro, non sarei del tutto in grado di spiegare per filo e per segno cose alla McGyver, ma quello che mi sta a cuore lo scriverei dal mio tavolo rotondo immaginario.

Scriverei come se fossi di fronte a me, di tutto quello che potrebbe servire a te e alla tua crescita personale.
Che ne dici, ci stai?

 

Libera di raccontarmi,
libera di dire quello che penso,
libera di essere me stessa,
libera di scrivere senza ricatti emotivi, tecnicismi, perfezioni.

Lavoro su me stessa da ormai quasi vent’anni, ho fatto un’infinità di corsi, letto altrettanti libri, ho creato un lavoro che cerco di far diventare sempre più in linea con me stessa, ho scritto libri, ma quello che ho messo da parte era il mio vero e profondo sogno di libertà.

Qual era il tuo sogno di bambinǝ?

Mi piacerebbe che ricontattassi dentro al tuo cuore il tuo sogno d’infanzia.
C’è sempre?
Vorresti portarlo nella realtù che stai vivendo?
Come ti faceva sentire?
E come ti fa sentire, adesso?

Prenditi un po’ di tempo per stare con il tuo sogno e pensa a quanto potrebbe esserti di aiuto adesso.  A me il sogno di diventare una blogger mi fa sentire libera. 

È tempo di riportarlo a gallo,
è tempo di essere libertà.

Tu sei con me?

 

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